Palent Achillea 10cl

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Infusione a freddo in alcool idrato di Achillea Erbarota e Genepy provenienti dalle coltivazioni biologiche di Matteo Laugero, con aggiunta di zucchero di canna e acqua.

 

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Infusione a freddo in alcool idrato di Achillea Erbarota e Genepy provenienti dalle coltivazioni biologiche di Matteo Laugero, con aggiunta di zucchero di canna e acqua.

 

Informazioni aggiuntive

Peso 0.5 kg
Bottiglia

Categoria

Gradazione Alcolica

Provenienza

Brand

Il Produttore

La storia del Palènt inteso questo come borgata situata a 1500 m. slm in alta Val Maira (o Macra) in provincia di Cuneo, è purtroppo simile a quella di centinaia di piccoli insediamenti ubicati in vallate prive di arterie di comunicazione importanti.

Là dove nelle vecchie foto di famiglia si vedono nonni e bisnonni con lo sfondo di campi coltivati a segale, pascoli e prati erbosi, foreste e boschi mantenuti in perfetto ordine e addirittura vigne coltivate in ardite terrazze pensili, oggi rimane purtroppo, salvo rare eccezioni, la triste realtà di un ambiente montano abbandonato a sé stesso con conseguenze tangibili in modo negativo alle popolazioni di pianura. Ma se al nome Palènt abbiniamo quello di Matteo Laugero ecco che la storia assume uno sviluppo ben diverso ed il susseguirsi dei vari capitoli conduce ad un finale inusuale per la realtà della Valle Maira.

Matteo, classe 1931 fa parte dell’esercito dei giovani montanari che negli anni 50 decidono di pianificare le proprie scelte di vita sugli standard del boom economico italiano. L’attività di edicolante e cartolaio gratifica sì dal punto di vista economico ma porta alla ricerca di attimi di tranquillità che solo nella borgata natia ci si riesce a ritagliare e a gestire in “santa pace” ed è in questi momenti che ci si può dedicare alla passione di sempre: la ricerca e la trasformazione di erbe officinali con un “chiodo fisso” in testa: riuscire a coltivare il genepy, pianta rara e protetta.

C’è chi nella vita sogna
di fuggire su un isola deserta che però non deve essere necessariamente in mezzo al mare ma può essere in cima ad una montagna, in mezzo ad una foresta e chiamarsi Palènt. Il sogno di Matteo si è realizzato nel momento in cui, avendo i figli raggiunto la propria indipendenza e dopo aver ceduto l’attività, ha potuto ristrutturare la casa paterna e qui stabilirsi tutto l’anno in compagnia di Virginia, trasformando la sua più grande passione nel lavoro quotidiano.

Da piccoli fazzoletti di terra scoscesa le coltivazioni di genepy si sono estese là dove le proprietà di famiglia erano state invase da rovi e sterpi. L’acqua sorgiva è stata incanalata in impianti di irrigazione a goccia rudimentali ma efficaci, gli appezzamenti cintati per evitare l’invasione dei cinghiali e il numero di piantine di genepy è aumentato a circa quarantamila unità.
Le conoscenza tecniche sono state affinate frequentando specifiche scuole e ad oggi Matteo, dopo anni di prove e tentativi, ha selezionato un tipo di genepy unico per caratteristiche qualitative e organolettiche. Tanta esperienza, tantissimo lavoro, grandi soddisfazioni rappresentate tra le altre da una puntata di “MELAVERDE” di Rete Quattro Mediaset con E. Raspelli entusiasta della cucina di Virginia e della superba bontà dei liquori di Matteo. Ma a 70 anni compiuti una domanda è d’obbligo: è possibile far sì che il frutto di tanto impegno possa essere sviluppato e tramandato con il medesimo entusiasmo e mantenere intatta l’altissima qualità raggiunta nel genepy e nell’amaro di Matteo?

La risposta sta nella costruzione di un piccolo laboratorio a San Damiano Macra in stretta collaborazione con i due figli dove, con la stessa certosina meticolosità, verrà effettuata l’infusione delle erbe provenienti direttamente dalle proprie coltivazioni biologiche e all’imbottigliamento. Chiunque vorrà vedere con i propri occhi tutte le fasi della coltivazione del genepy e la realizzazione dei vari liquori sarà sempre il benvenuto a casa di Matteo e Virginia. La grande sfida di Matteo è quella di poter vedere le bottiglie dei propri infusi sulle tavole di chi considera ancora il buon cibo ed il buon bere piaceri irrinunciabili della vita.