Birra artigianale: differenze da quella industriale e come riconoscerla

La birra è qualcosa di più di una semplice bevanda alcolica; ogni sorso è una sensazione gustativa diversa, a seconda che si beva una birra artigianale o una industriale.

Esistono birre chiare, scure o rosse, ma non è il colore a fare la sostanziale differenza tra una birra e un’altra.

Tutto dipende, invece, dai processi di produzione, da cui ne derivano il gusto e la qualità della bevanda.

Scopriamo dunque qual è la vera differenza tra una birra artigianale e una birra industriale.

Birra artigianale: come si produce e come riconoscerla

Stando alla definizione della Direttiva di Unionbirrai – Associazione Piccoli birrifici indipendenti si – definisce birra artigianale come:

“La birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e di microfiltrazione. Ai fini del presente comma si intende per piccolo birrificio indipendente un birrificio che sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi altro birrificio, che utilizzi impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio, che non operi sotto licenza di utilizzo dei diritti di proprietà immateriale altrui e la cui produzione annua non superi 200.000 ettolitri, includendo in questo quantitativo le quantità di birra prodotte per conto di terzi.”

La produzione è, quindi, la principale differenza tra la birra artigianle e quella industriale.

A differenza della prima, quest’ultima è sottoposta a due processi: la pastorizzazione e la filtrazione.

Cos’è la pastorizzazione

La pastorizzazione è un processo che, tramite il vapore, porta la birra alla temperatura di sessanta gradi per circa mezz’ora, per poi essere microfiltrata.

In questo, si purifica la birra da eventuali microrganismi.

Inoltre, la birra pastorizzata si mantiene più lungo, diversamente dalla birra artigianale.

Perchè la birra artiginale si distingue nel sapore e nel gusto

La pastorizzazione e la filtrazione delle birre industriali hanno anche lo scopo di livellare gli aromi della birra.

I due processi, infatti, eliminano alcuni lieviti per ottenere un prodotto dal sapore uniforme, senza variazioni.

La birra artigianale, invece, non essendo sottoposta a tali processi chimici, conserva tutti gli aromi, i profumi originali e le variazioni di gusto.

La birra artigianale, tuttavia, deve essere tenuta a basse temperature e va consumata in poco tempo, dal momento che non contiene conservanti.

I produttori di birra artigianale puntano sull’alta qualità degli ingredienti utilizzati e spesso mettono in risalto i prodotti tipici del territorio, sperimentando nuovi gusti.

Dunque, la birra artigianale è pensata e creata da un piccolo produttore in quantità limitate ed è servita direttamente nel proprio birrificio.

La birra artigianale può essere anche venduta a pub, ristoranti e beer shop dello stesso territorio.

Il fenomeno della birra artigianale in Italia

Da diversi anni, in Italia i birrifici artigianali stanno reinterpretando questo prodotto con uno stile tutto made in Italy.

La birra è, infatti, valorizzata impiegando ingredienti legati al territorio – dalle castagne agli antichi cereali e dalle erbe aromatiche alle spezie.

I microbirrifici italiani sono piccole aziende – prevalentemente costituite da giovani produttori e imprenditori – aumentate sempre di più negli anni, con la presenza di almeno un’azienda in ogni provincia.

Marianna Feo

By |2018-10-03T12:50:25+00:003 ottobre 2018 |News|